Studio discipline umanistiche

Le discipline umanistiche

Le discipline umanistiche sono discipline accademiche che studiano l'uomo e la condizione umana, utilizzando principalmente strumenti analitici, critici oppure speculativi a differenza dell'empirismo proprio della scienza.

Le discipline umanistiche includono linguaggi antichi e moderni e, nel loro complesso, includono: la letteratura, la filosofia, la storia, la religione, il diritto, le lingue, la filologia, la semiotica, le arti visive e le arti performative.

 

Le materie umanistiche studiate al Liceo Statale Luigi Stefanini di Venezia Mestre

Negli indirizzi liceali Economico Sociale, LinguisticoScienze ApplicateScienze umane fanno parte dei curriculi e sono insegnate le seguenti materie umanistiche:

Filosofia: la filosofia (in greco antico: φιλοσοφία, philosophía, composto di φιλεῖν (phileîn), "amare", e σοφία (sophía), "sapienza", ossia "amore per la sapienza") è un campo di studi che si pone domande e riflette sul mondo e sull'essere umano, indaga sul senso dell'essere e dell'esistenza umana, tenta di definire la natura e analizza le possibilità e i limiti della conoscenza.

- Lingua e letteratura italiana: l'italiano è una lingua romanza basata sul dialetto toscano, principalmente quello fiorentino, letterario usato nel Trecento. È classificato al 21º posto tra le lingue per numero di parlanti nel mondo e, in Italia, è utilizzato da circa 57-58 milioni di abitanti su un totale di 60-61 milioni (2012), spesso insieme alle proprie varianti regionali, alle lingue regionali e ai dialetti. È la lingua materna del 95% della popolazione residente in Italia (secondo le statistiche della Commissione europea) e la lingua di tutti gli scambi della vita quotidiana, della quasi totalità dei mezzi di comunicazione nazionali, dell'editoria e dell'amministrazione pubblica dello Stato italiano. È una tra le ventiquattro lingue ufficiali dell'Unione europea ed è lingua ufficiale dell'Italia, di San Marino, della Svizzera, della Città del Vaticano e del Sovrano Militare Ordine di Malta. È inoltre ufficiale, a livello regionale o comunale, in alcune aree di Croazia e Slovenia. È inoltre diffuso nelle comunità di emigrazione italiana, è ampiamente noto per ragioni pratiche in diverse aree geografiche ed è la quarta lingua più studiata al mondo. La storia della letteratura italiana ha inizio nel XIII secolo, quando nelle diverse regioni della penisola italiana si iniziò a scrivere in italiano con finalità letterarie. Gli storici della letteratura individuano l'inizio della tradizione letteraria in lingua italiana nella prima metà del XIII secolo con la scuola siciliana di Federico II di Svevia, Re di Sicilia e Imperatore del Sacro Romano Impero, anche se il primo documento letterario è considerato il Cantico delle creature di Francesco d'Assisi. In Sicilia, a partire dal terzo decennio del XIII secolo, sotto il patrocinio di Federico II si era venuto a formare un ambiente di intensa attività culturale. Queste condizioni crearono i presupposti per il primo tentativo organizzato di una produzione poetica in volgare romanzo, il siciliano, che va sotto il nome di "scuola siciliana" (così definita da Dante nel suo “De vulgari Eloquentia”). Tale produzione uscì poi dai confini siciliani per giungere ai comuni toscani e a Bologna e qui i componimenti presero ad essere tradotti e la diffusione del messaggio poetico divenne per molto tempo il dovere di una sempre più nota autorità comunale. Quando la Sicilia passò il testimone ai poeti toscani, coloro che scrivevano d'amore vi associarono, seppure in maniera fresca e nuova, i contenuti filosofici e retorici assimilati nelle prime grandi università, prima di tutto quella di Bologna. I primi poeti italiani provenivano dunque da un alto livello sociale e furono soprattutto notai e dottori in legge che arricchirono il nuovo volgare dell'eleganza del periodare latino che conoscevano molto bene attraverso lo studio di grandi poeti latini come Ovidio, Virgilio, Lucano. Ciò che infatti ci permette di parlare di una letteratura italiana è la lingua, e la consapevolezza nella popolazione italiana di parlare una lingua, che pur nata verso il X secolo si emancipa completamente dalla promiscuità col latino solo nel XIII secolo.

- Lingua e letteratura latina: Il latino è una lingua indoeuropea appartenente al gruppo delle lingue latino-falische. Veniva parlata nel Lazio (Lătĭŭm in latino) almeno dagli inizi del I millennio a.C. La letteratura latina è l'insieme della produzione letteraria in lingua latina e delle problematiche che gravitano intorno al suo studio. Lo studio della letteratura latina presuppone dunque la compresenza e la sinergia di diverse discipline a definirne i complessi rapporti e la differente impostazione rispetto alla letteratura antecedente e successiva. Un elemento che contraddistingue la letteratura latina dalle altre letterature mondiali è la specificità degli argomenti trattati nelle varie opere, infatti, nella storia romana, i temi più studiati erano la retorica, l'oratoria, la politica e il diritto. In quest'ultimo campo, la civiltà romana trovò livelli di perfezioni, per quei tempi irraggiungibili, tant'è che ancora oggi utilizziamo codici e diritti risalenti all'epoca romana (Diritto romano). Non c'è da stupirsi, dunque, se i temi trattati sono estremamente pratici e specifici, basti pensare alle opere di Cicerone e Cesare riguardanti la sfera politica, o i trattati di Vitruvio e Apollodoro di Damasco riguardanti la sfera tecnico-ingegneristica.

- Religione cattolica o attività alternative: L'insegnamento della religione cattolica in Italia (talvolta abbreviato IRC), comunemente chiamato ora di religione, è un'istituzione del concordato tra Stato italiano e Chiesa cattolica. Prevede che in tutte le scuole italiane siano riservate lezioni settimanali facoltative (un'ora e mezza per materna, due ore per primaria, un'ora per secondaria di primo grado e secondo grado) all'insegnamento della religione cattolica. La scelta di seguire tali lezioni viene comunicata all'inizio del ciclo di studi e può essere liberamente modificata prima dell'inizio dell'anno scolastico nei successivi al primo. L'insegnamento della religione cattolica è facoltativo, ma si distingue in modo sostanziale dagli insegnamenti opzionali e aggiuntivi previsti dall'autonomia scolastica. Infatti tale insegnamento è facoltativo per gli alunni, ma non per lo Stato, in base al Concordato. Il Ministero dell'Istruzione ha disposto che gli alunni che non seguono religione hanno il diritto di frequentare attività alternative. Tali attività devono essere didattiche e formative, pur escludendo da esse le attività curricolari comuni a tutti gli alunni. Le istituzioni scolastiche hanno l'obbligo di fornire l'insegnamento dell'ora alternativa alla religione cattolica.

- Storia: la storia (dal greco antico ἱστορία, historìa, “ispezione [visiva]”) è la disciplina che si occupa dello studio del passato tramite l'uso di fonti, cioè di documenti, testimonianze e racconti che possano trasmettere il sapere. Più precisamente, la storia è la ricerca sui fatti del passato e il tentativo di una narrazione continua e sistematica degli stessi fatti, in quanto considerati di importanza per la specie umana.

- Storia dell'arte: la storia dell'arte è una disciplina che studia l'evoluzione delle espressioni artistiche, la costituzione e le variazioni delle forme, degli stili, dei concetti trasmessi attraverso le opere d'arte; ne è traguardo la storia di personalità contestualizzate, ovvero gli autori delle opere, anche nelle forme di raggruppamento (volontario, autocostituito oppure riconosciuto ex post) come ad esempio i movimenti artistici. La disciplina si occupa di tutte le forme artistiche, salvo distribuirsi in branche specialistiche, spesso fra loro interconnesse, che peculiarmente studiano le opere e gli autori, in particolare della pittura, della scultura e dell'architettura.